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Celebrazione con i Medici e gli Infermieri

Il giorno 16 febbraio scorso presso la nostra Casa Madre è stata celebrata l’Eucaristia in onore della Beata Liduina Meneguzzi per medici e infermieri. La celebrazione, alla quale hanno partecipato in molti, è stata presieduta da Monsignor Alberto Albertini Delegato Vescovile per la Vita Consacrata. Enrico Lodo, un medico, ex alunno della nostra scuola, ha portato la sua testimonianza.

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Diceva tra l’altro: “Il primo ricordo che ho di suor Liduina risale a più di trent’anni fa, quando frequentavo qui la scuola elementare, la stessa che adesso frequenta mia figlia. La visita alla sua cappella, più spoglia e piccola di quanto sia adesso, era quasi sempre abbinata a quella del piccolo museo missionario retrostante nel quale colpiva l’immaginazione di me bambino e dei miei compagni la presenza di un grosso serpente imbalsamato….. per cui la figura di questa santa suora era legata ad un’aura di esotismo ed avventura. Successivamente, con la crescita e la conoscenza della storia, associavo la vicenda di suor Liduina a quella di un lontano zio che, poco più che ventenne, era morto in Etiopia da soldato durante la scellerata guerra di conquista… “Chissà – pensavo- forse si sono incontrati in un ospedale, lui morente e lei sua infermiera”… So che non è così, ma allora mi piaceva pensarlo. Comunque, in un periodo di insensatezza e violenza come quello, sapere che c’era del buono e del santo in Africa consola la memoria. Adesso che sono adulto e medico, altri pensieri si sovrappongono a quelli del bambino e dell’adolescente; […] Per noi suor Liduina è sempre stata una santa, anche se non era ancora riconosciuta tale dalla Chiesa. […] La sua intercessione nel caso di guarigioni, di gravidanze desiderate ma ritenute impossibili e altre grazie legate alla salute, mettono in difficoltà il medico, ma non il credente. Certo, è difficile riuscire ad arrivare ad una sintesi tra scienza e fede, è una disputa secolare che a domande aggiunge altre domande; ma una parziale risposta, che ci fornisce la testimonianza di santità di suor Liduina, è che il vero miracolo sta nel non dimenticare di vedere nel paziente la persona e non solo la malattia o il numero di letto. L’esperienza personale mi suscita un’altra riflessione: che cosa rende noi medici/infermieri credenti diversi, migliori dai nostri colleghi non credenti? Molto spesso niente. Molte volte rimango a bocca aperta e mi sento piccolo piccolo di fronte a certi colleghi non credenti che dimostrano un’umanità ed una saggezza che sembrano sgorgare direttamente dal Vangelo, e sono spesso migliori di me, di noi credenti. Avere fede dà una marcia in più? Dovrebbe! L’esempio della beata Liduina quindi, a questo proposito, deve fare da sprone a vivere intensamente il Vangelo in corsia, per esempio, oltre ad essere illuminati nell’esercizio della medicina, a non cedere all’insofferenza verso certi malati che possono essere impegnativi, all’impazienza verso certi parenti, al malumore del lunedì mattina, allo scoramento di fronte a tanti inghippi burocratici, comportandosi in maniera esemplare verso i colleghi, soprattutto i sottoposti e i più giovani, eccetera… La beata Liduina ci aiuti ad essere riconoscibili come cristiani nella nostra professione”. Il tutto si è concluso con un fraterno momento di condivisione.