Casa Sacro Cuore, 22 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

siamo giunte ormai quasi al termine del nostro percorso caratterizzato da studio, impegno, riflessione, ma soprattutto da uno stile di lavoro salesio fondato sulla fraterna carità, e non senza una pennellata di dolcezza, sotto lo sguardo compiacente della Trinità che abbiamo tanto invocato.

Oggi abbiamo lavorato intensamente senza molti spazi liberi: abbiamo preso in considerazione il Direttorio che in questi sei anni era stato consegnato ad esperimentum e dovevamo approvarlo.

Abbiamo esaminato e rivisto ogni suo articolo sul quale avevamo già riflettuto e fatto le opportune correzioni o integrazioni. Alcuni articoli sono stati eliminati e sostituiti, altri aggiunti.

L’aggiornamento è stato necessario per la velocità dei cambiamenti dovuti ai tempi e alla società di oggi, ma anche per le esigenze della Chiesa stessa. Gli articoli sono stati approvati uno per uno, a scrutinio segreto, come esige il Canone di Diritto Canonico.

Alla fine, il Direttorio è stato approvato ad unanimità, con un grande applauso. Il testo è ora definitivo. Penserà la nuova Direzione Generale a farlo giungere alle Comunità lasciando loro il tempo necessario per redigerlo e farlo stampare. Alle ore 18.30, abbiamo avuto la gioia di avere tra noi il Vescovo emerito di Padova, mons. Antonio Mattiazzo che ha accettato, felice, l’invito di celebrare l’ Eucaristia a fine Capitolo delle Salesie.

La sua presenza di missionario, di ritorno dall’Etiopia, pieno di ardore giovanile nonostante l’età, ha rinvigorito i nostri animi specialmente quelli delle più giovani nelle quali è sbocciato subito il desiderio dell’Etiopia dove ha operato la nostra cara Beata Liduina. Durante l’omelia, il Vescovo Antonio ha sottolineato come il Capitolo sia sempre un avvenimento importante per attingere luce ed energia per la Missione, coraggio per nuove frontiere.

Ha voluto farci conoscere come abbia preso la decisione, alla fine del suo mandato, di partire missionario e di donare il resto della sua vita ai più poveri in una prima evangelizzazione. “Mia mamma mi aveva consacrato al Signore fin dalla nascita! Ho seguito questa mia vocazione missionaria spinto da una fiamma che non si è mai spenta in me, durante tutti questi anni, un istinto interiore, una grazia. Sono stato mandato da Gesù!” Un viso splendente quello di Mons. Mattiazzo, nel descrivere la nazione scelta dopo tante ricerche, l’Etiopia, un territorio vastissimo, quattro volte l’Italia, con 100 milioni di abitanti.

Lui si trova in una zona estesa come l’Italia del nord: tre preti, 1000 cristiani, il resto tutti protestanti e mussulmani. Una incredibile povertà, impossibile capirla se non si vede e non si esperimenta: capanne, tende, compresa quella dove si celebra, si battezza. Distanze di tre ore di cammino con strade fangose quando piove e l’unico mezzo per muoversi è forse il carretto tirato da un asino. Ci si adatta ai cibi, alla scarsa igiene, all’acqua per mesi non potabile.

Si vedono solo poveri, malati, storpi, come nel Vangelo. Non si è missionari per cercare vocazioni. La Missione avanza con la croce senza scoraggiarsi. I giovani sono moltissimi. Sono bravi, intelligenti, ma il più sono analfabeti. Vive assieme ad un fratello cappuccino, fa catechismo ai giovani e adulti e prepara così dei catechisti che spontaneamente collaborano, si contagiano tra loro ed evangelizzano.

Monsignore insegna la condivisione delle poche cose e in loro nasce la speranza. Si vede già un cammino. Sta nascendo una primissima Chiesa!

Ha acquistato tre pecore e due carretti con l’asino per dar la possibilità di iniziare un lavoro e dar vita a della povera gente attraverso un piccolo guadagno. E’ venuto in questo periodo in Italia per raccogliere delle offerte per quei poveri ai quali la Chiesa deve rivolgersi e non può non sapere che esistono. La sua ultima gioia, quella di essere riuscito ad organizzare un camposcuola senza esigenze, ma che ha reso felici 50 ragazzi che ormai si sono affezionati.

L’ultimo appello alle Salesie: E’ la terra dove ha operato suor Liduina! Vi aspetto, vi preparo una tenda e tanti giovani, tanto lavoro fra gente buona che accetta serenamente la propria condizione. Io, guardando a loro, mi confronto con la loro vita! Non si può rimanere indifferenti! Abbiamo veramente ringraziato il Vescovo Antonio per questa ventata di animazione missionaria! Uno slancio, una vitalità per il servizio alla Chiesa dei poveri!

La giornata non è finita con i saluti perché, alle ore 8.30, ci aspettava ancora l’ultimo breve, ma suggestivo incontro capitolare: la chiusura ufficiale del Capitolo e il saluto della Madre. Madre Paola, con parole incisive e suadenti, ha percorso brevemente tutto l’iter capitolare sottolineando il valore profondo del Capitolo, evento ecclesiale nel quale siamo state guidate dalla Trinità, dal Suo Amore, dalla Sua illuminazione. Ha definito il Capitolo anche un momento formativo nei suoi contenuti teologici, biblici, dogmatici, giuridici ed istituzionali: tutte ne usciamo più ricche. Ha voluto anche sottolineare il clima fraterno con cui tutto si è svolto, nella semplicità, nella comunione fra culture, nel dialogo schietto e costruttivo, nello scambio dei doni, della preghiera insieme, dei servizi e soprattutto nel momento culminante delle elezioni dove le salesie hanno veramente dimostrato di essere come il Fondatore vuole le sue “Figlie”: abbiano un “medesimo cuore e una medesima anima”.

La madre ha espresso il suo grazie affettuoso a tutte terminando con la lettura del n° 280 di Evangelii Gaudium: Per mantenere vivo l’ardore missionario occorre una decisa fiducia nello Spirito Santo, perché Egli “viene in aiuto alla nostra debolezza” (Rm 8,26) Ma tale fiducia generosa deve alimentarsi e perciò dobbiamo invocarlo costantemente.

Egli può guarirci da tutto ciò che ci debilita nell’impegno missionari.

E’ vero che questa fiducia nell’invisibile può procurarci una certa vertigine: è come immergersi in un mare dove non sappiamo cosa incontreremo. Io stesso l’ho sperimentato tante volte. Tuttavia non c’è maggior libertà che quella di lasciarsi portare dallo Spirito, rinunciando a calcolare e a controllare tutto e permettere che Egli ci illumini, ci guidi, ci orienti, ci spinga dove Lui desidera.

Egli sa bene ciò di cui c’è bisogno in ogni epoca e in ogni momento. Questo si chiama essere misteriosamente fecondi! Oggi 22 luglio, le Capitolari accompagnate da Don Alberto Albertin, Delegato diocesano per la VR, saranno ai piedi della Madonna, al Santuario del Nevegal, diocesi di Belluno, per ringraziarla della sua protezione: “Lei, stella della nuova evangelizzazione, ci aiuti a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa e dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce”. (cfr 287 EG) Nel pomeriggio le sorelle capitolari si recheranno a venerare il cuore di San Francesco di Sales a Treviso per ricevere la benedizione del nostro Santo Patrono nel 450° anniversario della sua nascita.

Carissime, vogliamo rivolgervi il nostro cordiale saluto e fraterno abbraccio.

Speriamo di aver assolto il nostro compito adeguatamente e di avervi aggiornate sufficientemente, lo abbiamo fatto di gran cuore. Le sorelle capitolari condivideranno ora la loro esperienza con la comunità e le altre sorelle che incontreranno. Un fraterno abbraccio.

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

Casa Sacro Cuore, 20 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

la S. Messa di questa mattina è stata celebrata da mons. Giuseppe Padovan, ex delegato per la Vita Consacrata della Diocesi di Padova.

Con la sua preparazione teologica e l’esperienza vissuta tra le suore, in particolare tra le salesie fin da giovane sacerdote, ci ha illuminato sulla contemplazione di Gesù mite e umile di cuore e sul suo amore di Figlio verso il Padre.

Ci ha invitato alla comunione nelle differenze e ci ha augurato di proseguire serenamente il nostro cammino anche se le strade, pur ricche di gioia, a volte sono piene di fatiche e di delusioni.

Sappiamo però che Gesù non ci abbandona mai. In aula capitolare abbiamo iniziato il lavoro con una introduzione animata dalla Madre che ci ha offerto la lettura del n° 11 di “Scrutate”.

Ora la proponiamo anche a voi. “La vita consacrata, alimentata alla speranza della promessa, è chiamata a proseguire il cammino senza lasciarsi condizionare da ciò che si lascia alle spalle: Io non ritengo ancora di aver conquistato la meta, ma, dimenticando ciò che mi sta alle spalle, mi protendo verso ciò che mi sta di fronte (Fil 3,13-14). La speranza non è edificata sulle nostre forze e sui nostri numeri, ma sui doni dello Spirito: la fede, la comunione, la missione”.

A seguito è stata fatta la lettura dei verbali con le opportune correzioni e integrazioni. Abbiamo proseguito con il dibattito sulla sintesi unitaria dei lavori di gruppo del 19/07

RAPPORTO CON LA FAMIGLIA DI ORIGINE – ABITO RELIGIOSO.

Il dibattito è stato complesso per la varietà delle culture e delle loro esigenze. Nel pomeriggio abbiamo rimandato i punti che avevano bisogno di riflessione per chiarirne i contenuti. Abbiamo più volte consultato gli articoli del Direttorio per qualche correzione. Il criterio che ci ha accompagnato durante tutto il dibattito è stato la condivisione - comunione tra noi.

La giornata è terminata con l’adorazione e la preghiera dei Vespri.

Vi abbiamo anche pensato tanto durante le riflessioni e le decisioni, cercando di interpretare il pensiero di tutte per il bene comune. Continuiamo a sentirci sostenute dalle vostre preghiere.

Saluti cari e cordiali da Madre Paola e dalle sorelle Capitolari.

Casa Sacro Cuore, 19 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

grazie per i moltissimi messaggi arrivati dall’Italia e da tutte le Delegazioni ricchi di sentimenti di riconoscenza alla SS. Trinità e di affetto per Madre Paola e le sorelle Consigliere.

Non sono mancati vivi ringraziamenti per il Consiglio generalizio che ha operato con tanta sollecitudine e generosità in queste sei anni.

La giornata di oggi, dopo tante emozioni, è trascorsa tranquillamente nei lavori assembleari, nella lettura e correzione dei verbali. Abbiamo esaminato alcune proposte dalle Delegazioni che dovranno ricevere in seguito eventuali decisioni e votazioni. Nel pomeriggio sono iniziati i lavori di gruppo nei luoghi indicati, sui seguenti punti dello strumento di lavoro:

RAPPORTO CON LA FAMIGLIA DI ORIGINE - ABITO RELIGIOSO.

Sono stati presi in considerazione i riferimenti al Direttorio dal numero 49, 85, 88 e 90. Come potete pensare, il dibattito nei gruppi è stato molto acceso. In questo periodo non vi abbiamo mai informato del lavoro prezioso svolto da Madre Oraziella Babolin: ha preso in considerazione il suggerimento di Padre Sandro Carotta che ci ha presentato un libro di meditazioni sull’Icona della Trinità di Rublëv, il “logo” del Capitolo.

Il libro è intitolato “L’abbraccio di fuoco” di Daniel Ange, ed. Ancora. Madre Oraziella ha illustrato l’Icona con riflessioni profonde di significati che ha espresso e proposto alla nostra meditazione giorno per giorno. Sono stati richiesti alla Madre i testi che ha utilizzato, per la stampa di un fascicolo che interessa ciascuna capitolare. Il fascicolo è già in lavoro.

La giornata è terminata con i Vespri e la lettura di molti messaggi.

Grazie. Saluti cari e cordiali da Madre Paola e dalle sorelle Capitolari. Un abbraccio.

Madre Paola

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

Casa Sacro Cuore, 18 luglio 2017 il nuovo Consiglio

banner capitolo2

nuovo consiglio