don domenico

Il Fondatore: Domenico Leonati

Sacerdote colto, amante della gioventù, lungimirante e di straordinaria spiritualità e generosità apostolica, Domenico può essere considerato uno dei pionieri dell’istruzione gratuita e del metodo preventivo nella diocesi di Padova.
Nasce a Battaglia Terme (Padova) il 12 febbraio 1703, da una famiglia numerosa della piccola borghesia. Rimasto orfano di padre in tenera età, riceve la prima formazione dal suo parroco: don Antonio Gentili gli fa da maestro e precettore e lo prepara all’ammissione (ottobre 1713) nel Seminario patriarcale di S. Cipriano a Murano (Venezia). Qui riceve una sistematica formazione spirituale e culturale. Domenico si distingue per il corretto comportamento, la bontà d’animo ed una particolare attitudine allo studio. Si dimostra fidato e responsabile, tra i chierici è scelto come bidello e sottotesoriere.
Terminato il periodo di studi a Murano, si trasferisce a Padova, nel Collegio Tornacense, prende il posto del fratello maggiore don Carlo. Con due anni di studio intenso, nel 1722 consegue la laurea in diritto canonico e civile presso l’Università di Padova. Ricevuta, attorno al 1725, l’ordinazione sacerdotale, orienta il suo ministero pastorale verso la gioventù. Con l’aiuto dei fratelli don Carlo e Giovanni, avvia in città, nel borgo di Santa Croce, un collegio-convitto per studenti universitari.

Don Domenico Leonati: una solida formazione cristiana e sacerdotale

Nel 1730, è a Montagnana (Padova), come cappellano del fratello don Carlo. Ha con sé anche un altro fratello, diciassettenne, che si prepara al sacerdozio. Assieme a loro, Domenico ripete l’esperienza del collegio per aiutare diversi studenti.
Per volontà del vescovo mons. Minotto Ottoboni, trascorre un breve periodo a Battaglia, suo paese natio, per aiutare il suo anziano parroco, gravemente ammalato.
Divenuto parroco di Ponte di Brenta (1737-1751), non risparmia energie e con prudente determinazione si adopera per far convergere i parrocchiani, dispersi in varie cappelle delle ville veneziane, verso la parrocchia. Si prodiga per i deboli, gli ammalati e i poveri, corregge con prudenza, amministra i sacramenti, si dedica alla direzione spirituale, promuove la predicazione straordinaria, ristruttura la chiesa, istituisce l’adorazione eucaristica diurna, valorizza la liturgia e la catechesi, coinvolge i laici nell’animazione pastorale.
In particolare, don Domenico cerca di porre rimedio alla situazione di ignoranza, emarginazione, di abbandono e ozio in cui si trovano le fanciulle e le giovani di Ponte di Brenta. Per esse istituisce un Conservatorio.
Procura loro una casa e le affida alla guida di fidate collaboratrici. Maestre ed educande partecipano ogni giorno alla S. Messa nella chiesa parrocchiale. Pone questa nuova comunità sotto il patrocinio di san Francesco di Sales (1567-1622), ne orienta il percorso educativo e una formazione integrale fin dal periodo della fanciullezza. Al contempo offre una testimonianza di sacerdote esemplare, pervaso dalla cura delle anime fino al dono della vita. Per questo, la sua opera non passa inosservata. Il nuovo vescovo, card. Carlo Rezzonico (1743-1758), futuro papa Clemente XIII, lo chiama a Padova nel 1751 e gli affida la direzione spirituale dei chierici del Seminario.
Domenico allora acquista un modesto stabile e trasferisce il Conservatorio a Padova, in zona Vanzo. Accompagna la sua attività con sollecita carità e ne orienta il percorso formativo. Organizza la giornata delle fanciulle con le Regolette e la vita delle formatrici con le Regole. Non impegna le sue collaboratrici in un mero servizio assistenziale: le vuole accuratamente formate e profondamente disposte a donare tutto il loro essere per orientare e sostenere il sogno di giovani vite, impedendo apatie e tristezze che spengono il futuro. La comunità di queste «vergini secolari» assume il nome di Vergini di Vanzo.

Don Domenico trova nella sua appartenenza e dedicazione alla chiesa particolare un criterio di discernimento e di azione che configura la sua missione pastorale e la sua vita spirituale (RdV III)

Nel 1765, date le precarie condizioni di salute, don Domenico lascia l’impegno di padre spirituale dei seminaristi e si stabilisce presso il Conservatorio. Continuerà il suo ministero come catechista degli adulti a Santa Croce e, da esperto maestro di spirito, sarà confessore e guida spirituale in diversi monasteri di Padova.
Muore il 4 gennaio 1793, abbandonandosi alla Santissima Trinità. Lascia la memoria di una vita esemplare, umile e povera, e il carisma che vede nelle Suore di San Francesco di Sales la sua continuazione.

Alcuni pensieri

San Francesco di Sales

Continuiamo solo a lavorare bene, sapendo che non c’è terreno tanto ingrato che l’amore del coltivatore non possa rendere fecondo.

Papa Francesco

Portiamo nel cuore il sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino.

Santa Giovanna di Chantal

Dio sia la vostra forza, la vostra pace e la vostra consolazione.