Suore di San Francesco di Sales - Salesie

IN ANGOLA… CON I POVERI

IN ANGOLA… CON I POVERI

Dopo l’ultima curva, discendi per un tratto e vedi subito le casette, quasi tutte uguali, vicino ad altre diroccate che ti parlano eloquentemente della lunga guerra; tu vedi le nuove costruzioni, alcune arredate, altre costruite recentemente e chiuse…Ecco, sei arrivato a Sanza Pombo! Sanza Pombo è uno dei sedici comuni della provincia di Uige. Il clima è tropicale con un alternarsi di due stagioni secca e piovosa. Per quanto riguarda le abitudini socio- economiche, culturali, il comune è abitato dai Bakongo e Mbundo. La popolazione vive di una agricoltura da sopravvivenza: manioca, arachidi e patate dolci. Ed è proprio qui che 44 anni fa le suore salesie hanno iniziato la loro lunga e gioiosa marcia umanitaria ,che le ha viste e le vede costantemente impegnate ad andare incontro a ogni tipo di povertà senza timore di sporcarsi le mani per lavorare, protese unicamente a liberare l’uomo ed aiutarlo a vivere una vita degna del suo “essere persona”.

IN ANGOLA… CON I POVERI

Dopo l’ultima curva, discendi per un tratto e vedi subito le casette, quasi tutte uguali, vicino ad altre diroccate che ti parlano eloquentemente della lunga guerra; tu vedi le nuove costruzioni, alcune arredate, altre costruite recentemente e chiuse…Ecco, sei arrivato a Sanza Pombo! Sanza Pombo è uno dei sedici comuni della provincia di Uige. Il clima è tropicale con un alternarsi di due stagioni secca e piovosa. Per quanto riguarda le abitudini socio- economiche, culturali, il comune è abitato dai Bakongo e Mbundo. La popolazione vive di una agricoltura da sopravvivenza: manioca, arachidi e patate dolci. Ed è proprio qui che 44 anni fa le suore salesie hanno iniziato la loro lunga e gioiosa marcia umanitaria ,che le ha viste e le vede costantemente impegnate ad andare incontro a ogni tipo di povertà senza timore di sporcarsi le mani per lavorare, protese unicamente a liberare l’uomo ed aiutarlo a vivere una vita degna del suo “essere persona”.

Ora a Sanza Pombo, come in tutta l’Angola, si sta vivendo un clima si riconciliazione e di pace e ci auguriamo che questo continui anche in una scelta di leggi giuste e sagge. La casa “Don Domenico Leonati” accoglie più di 60 bambine orfane o abbandonate dalle loro famiglie¸ offre sostegno, crea fiducia e nuova speranza di vita, attraverso attività educative e didattiche, orientate alla loro crescita umana e spirituale, abbracciando la scuola, attività di coinvolgimento nella comunità, alimentando abitudini rispettose della personalità propria e altrui e creando la base per una crescita armonica e complementare. Le bambine vivono quasi gratuitamente in questa casa e contribuiscono alle loro necessità con piccole produzioni agricole; curano personalmente la crescita di galline, anitre e capre… Ognuna delle nostre ospiti, compatibilmente con l’età, si responsabilizza di un impegno diverso: pulizia della casa, aiuto in cucina per il pranzo e la cena, fa il pane o qualche dolce, prende l’acqua alla fonte del villaggio, innaffia l’orto o il giardino. Al mattino, la sveglia suona molto presto, poco dopo le cinque: ci si lava in giardino, si va alla fonte o si aiutano le piccoline a lavarsi, si va in refettorio per la colazione e poi… rapidamente a scuola. Ogni bambina più grande si prende cura di una piccolina e tutte insieme formano una grande famiglia che sa aprire la porta a tutti coloro che vogliono aggiungersi, e riescono a contagiare molti con la loro allegria, lasciando nel cuore di tutti la nostalgia dei loro canti, danze e sorrisi. Molte bambine vengono alla Missione per ragioni di salute e per motivi culturali diversi, ma nessuna viene lasciata fuori dalla porta anche se il limite fisico di accoglienza è già stato oltrepassato incredibilmente. Difatti, l’infrastruttura della casa, anche se si cerca di pulirla e curarla, è insufficiente e in pessimo stato. Gli edifici hanno bisogno di essere risanati, i soffitti sono cadenti, i tetti deteriorati che lasciano penetrare abbondantemente l’acqua durante il periodo delle piogge; le tubature sono arrugginite e otturate, il refettorio e la cucina limitati. Consapevoli di quanto ci rimane da fare, possiamo dire che molto è stato fatto. Con l’aiuto di amici e benefattori abbiamo ristrutturato una casetta che si trovava in pessime condizioni ed ora accoglie 17 ragazzine; è stata acquistata un’automobile che ci permette di spostarci in qualsiasi necessità; sono stati posizionati i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; comperati 40 letti per le bambine, acquistati armadi colorati per mettere gli indumenti, arredato il refettorio di tavoli e sedie per le refezioni, e quel che ci rende felici è la realizzazione di una cisterna munita di motopompa, per la raccolta e distribuzione dell’acqua. Anche se la casa continua con le sue carenze, noi, ogni giorno, apriamo gli occhi e iniziamo una nuova parte di vita. È così che abbiamo accolto la piccola Alessandra Dominga, il giorno dopo la sua nascita. È il 14 ottobre del 2010 quando mi chiamano in ospedale nel reparto maternità per una consulenza. Una giovane mamma proveniente da Kangola, un centinaio di Km da Sanza Pombo, si trova in uno stato preoccupante. Ha dato alla luce il suo quarto figlio: una bimba di circa 3 kg, ma la placenta rimane incollata…I familiari corrono all’ospedale del Comune, ma per mancanza di medici o di un tecnico preparato, si decide di trasferirla all’ospedale di Sanza Pombo. Si respira un’aria calda che viene dal suolo bagnato dalla pioggia della notte precedente…l’infermiere corre, vuole misurare la pressione arteriosa… la giovane donna lo guarda, segue ogni movimento con l’ansia di conoscere la sua realtà. Mi chiama e mi avvicino : il respiro è lento e profondo… il colore del volto bellissimo rispecchia già i segni di una morte precoce. Ormai non c’è più nulla da fare. “Sono tanto stanca, pensate voi alla mia bambina” e dopo l’ultimo sguardo all’esile creatura, ci fissa per l’ultima volta e chiude la sua breve vita terrena. Ed è in questo modo che un’altra storia si chiude e si apre nello stesso tempo. La bambina è nella nostra casa e continua la storia del collegio iniziata 44 anni fa e che ha scritto tante vicende bellissime, ricche e sofferte, intessute di tanto amore, umanità, spirito di donazione e continua il suo percorso. Siamo riconoscenti al Signore per il privilegio di servirlo nei più poveri come Lui. suor Rosalia Scoizzato

Alcuni pensieri

San Francesco di Sales

Continuiamo solo a lavorare bene, sapendo che non c’è terreno tanto ingrato che l’amore del coltivatore non possa rendere fecondo.

Papa Francesco

Portiamo nel cuore il sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino.

Santa Giovanna di Chantal

Dio sia la vostra forza, la vostra pace e la vostra consolazione.