Suore di San Francesco di Sales - Salesie

L'eco di un'esperienza

Itinerario formativo e pellegrinaggio delle sorelle dei Giubilei

Era il diciotto giugno quando ci siamo ritrovate insieme in Casa Madre (PD) come al tempo della nostra formazione. Abbiamo 25, 50, 60, 70 anni di vita consacrata. Alcune mancano all’appello, ma sono tutte nel nostro cuore e nelle nostre preghiere. Tutti questi anni ci hanno visto impegnate nel servizio a tempo pieno nella Chiesa, in “un itinerario di progressiva assimilazione dei sentimenti di Cristo” (cf RdV 50). Contiamo le nostre età, le nostre fragilità, ma ci ritroviamo dentro ad una storia scritta da Dio stesso e alimentata dalla Sua Parola, dai Sacramenti e dalla vita fraterna, nella condivisione del carisma salesio. Siamo di nuovo insieme per un itinerario formativo offertoci dai Superiori in vista dei nostri Giubilei.

Schermata 2018 07 05 alle 22.44.20

Madre Oraziella ci aiuta a penetrare il significato di tre parole che ci accompagneranno: APPARTENERE – ABBRACCIARE – CUSTODIRE in un percorso che ci riporta alle radici della nostra famiglia salesia e ci spinge verso la radicalità evangelica.
Dopo la consegna del materiale preparato dalla commissione, la preghiera dei vespri e l’adorazione eucaristica, partiamo verso luoghi a noi tanto cari: la Chiesa di Ponte di Brenta, dove il nostro Fondatore don Domenico Leonati, è stato parroco per quattordici anni e dove ha avuto inizio alla nostra Congregazione. Il parroco don Renzo, ci accoglie e ci parla dello spirito di don Domenico che avverte ancora presente nella parrocchia e nelle nostre sorelle ammalate e inferme, ospiti nella Casa di riposo dove è sorto il Conservatorio. È qui, infatti, che il Fondatore, attento alle necessità del territorio e del tempo, ha ospitato fanciulle povere e orfane alle quali, da subito, ha rivolto la sua caritatevole attenzione con l’aiuto della mamma e del fratello Francesco. Ha affidato poi queste fanciulle alle nostre prime Madri, ragazze impegnate della parrocchia alle quali aveva trasmettendo l’esigente e soave spiritualità do S. Francesco di Sales.
Dal Conservatorio di Ponte di Brenta passiamo a Vanzo (PD), nuova sede del Conservatorio fino alla soppressione napoleonica (1810). In quell’edificio rinnovato lo sguardo e il cuore cercano tracce del passato: una colonna, una parete, le travi e soprattutto ciò che rimane della Cappella dove Madri, Figlie e Fondatore sostavano in adorazione. Quanta storia! L’emozione si fa sentire mentre cogliamo ancora quel filo rosso che, annodato dallo Spirito nel cuore del Fondatore in quel lontano 1740, arriva fino a noi, salesie del ventunesimo secolo. Ci ritroviamo tutte “nel solco della benedizione eterna” (cf RL pref) dove ci ha posto il Fondatore. Davvero, la vocazione è un mistero che ci supera!
Lasciato Vanzo, passiamo in Casa Madre dove Madre Pasqua Sandrini, sfidando le tristi vicende storiche e confidando nella Provvidenza, ha riavviato il Conservatorio tenendo vivo quel carisma che lei stessa, da “Vergine di Vanzo”, aveva assimilato vivendo con il Fondatore diversi anni. Quanta gioventù è stata accolta in questa casa, quanti poveri hanno trovato ristoro, quante preghiere, quanti passi di sorelle sante hanno servito Dio, sommo bene! Impossibile non ricordare la sollecita carità della Beata Liduina in quel suo “Si, volentieri, subito”. Passando per lo storico “corridoio rosso”, entriamo nell’archivio dove sr Maurizia ha messo a nostra disposizione documenti inediti nei quali è custodita la storia che anche noi abbiamo abbracciato. Tra quelle carte pare che il tempo sia annullato: ci sentiamo un’unica famiglia salesia anche con chi ci ha preceduto, impegnate a tenere unita questa “mistica catena”. Qui il cuore si fa piccolo e si abbandona alla grazia mentre ripercorre l’eco di quella prima chiamata che, attraversando l’universo tempo, ha raggiunto il nostro cuore colorandolo di salesio. Non c’è giubilo più grande! Sui nostri volti si coglie lo stupore e, mentre si allontanano i pensieri delle incombenze quotidiane, prende spessore e profondità la consapevolezza di essere parte di una “storia sacra”, depositarie di un carisma che ci supera, piccole gocce che congiungono la sorgente alla foce.
E’ con questo stato d’animo che intraprendiamo il pellegrinaggio sui passi di Francesco di Assisi per ripercorrere la radicalità di una vocazione. Ci guida Padre Roberto Donà, un frate cappuccino innamorato di Francesco. Il viaggio è scandito da preghiere, canti tradizionali e condivisione di ricordi del tempo della formazione. Tutto viene vissuto con allegria, con l’affetto e l’entusiasmo di allora. Ad Assisi facciamo tappa a: La Verna, S. Maria degli Angeli, tomba del Santo (dove viene celebrata l’Eucaristia per noi e dove non manca il ricordo delle nostre maestre di formazione e delle sorelle che ci hanno preceduto), S. Chiara, eremo delle carceri, S. Damiano, Rivotorto e Montecasale.
Nell’ambiente rustico di quest’ultima tappa, in un momento di condivisione, ci troviamo inevitabilmente a confrontare le due risposte alla vocazione: quella di Francesco e la nostra. Anche a noi il Signore chiede la radicalità evangelica senza la quale è impossibile essere “riflesso della bellezza di Dio”.
Ci rimane tanto da fare per fissarci in Lui sommo bene, ma ci ritroviamo in cammino, sostenute dalla grazia, dalla compagnia dei santi e di tante sorelle.
La celebrazione eucaristica e il pranzo alla francescana concludono il nostro itinerario. Con il cuore colmo di gratitudine, sotto una pioggia scosciante, ci avviamo verso casa dove ci attendono i Superiori e le consorelle per condividere la nostra gioia.
Ora, pur nelle nostre consuete attività, ci sentiamo più vicine e, in attesa della festa dei Giubilei, riascoltiamo nel cuore l’eco di un itinerario vissuto insieme.

Guarda la galleria fotografica