Storia e Territorio

Corso Vittorio Emanuele nella Grande Guerra

Quando si racconta di Corso Vittorio Emanuele II durante la Grande Guerra, ci si sofferma su Palazzo Papadopoli-Dolfin, oggi Teresianum, che ospitò il Comando Supremo Italiano dal 27 ottobre 1917 fino al 18 gennaio 1918, quando si trasferì a Tramonte e successivamente ad Abano presso l'Albergo Trieste - all'albergo Orologio per la mensa - e Villa Monzino di Monterosso per l'Ufficio Stampa. Si ricorda inoltre che nel palazzo la sera del 7 novembre fu comunicata a Cadorna la destituzione, confermata la mattina dopo dallo stesso re Vittorio Emanuele III. Nel pomeriggio dell'8 giunse a sostituirlo Armando Diaz, al quale la nomina era stata comunicata presso il suo Corpo d'Armata a Meolo. 

Ora invece riferiamo di due presenze meno note e legate all'organizzazione sanitaria militare in città durante il conflitto.

Luigi Sabbatani, docente di Farmacologia all'Università di Padova e organizzatore fin dal maggio 1915 dell'Ospedale militare di Santa Giustina per 1060 posti letto, sceglie, nel giugno 1916, il Collegio Convitto Femminile Santa Croce per l'accoglienza e l'educazione delle fanciulle abbandonate o povere (oggi al civico 172 Casa delle suore salesie) per collocarvi il Reparto dei feriti o ammalati agli occhi

Il Collegio era stato fondato a metà XVIII s. da don Domenico Leonati nella contrada Vanzo con l'assistenza della nascente Congregazione delle Suore di San Francesco di Sales. Nel 1813 si era trasferito in Borgo Santa Croce nei locali del cessato collegio dei Padri Somaschi. 

Secondo la descrizione di Sabbatani il collegio "si trova in Corso Vittorio Emanuele contiguo alla Chiesa Santa Croce. Consta di vari corpi di fabbrica collegati fra loro che, mentre limitano alcuni cortili, confinano verso ponente cogli orti. Di questi vari corpi di fabbrica uno solo è nuovo, ben costrutto, ben ordinato per educandato femminile, tutti gli

altri sono di vecchia costruzione." All'epoca il fabbricato, costruito tra luglio 1913 e novembre 1914, è a tre piani, "si stacca dal gruppo dei fabbricati vecchi in direzione di ponente, si protende nei prati restando isolato" e può avere un ingresso indipendente da via Vanzo. Ospita 80 suore e 30 collegiali, più una scuola per bambine esterne, figlie di richiamati alle armi. 

In considerazione anche delle esigenze delle suore, Sabbatani propone alla Direzione dell'Ospedale Militare di Padova di requisire soltanto il fabbricato nuovo e una piccola parte del vecchio: il primo per i feriti e ammalati con 200 letti, il secondo per il personale di servizio.

Le suore sono consapevoli che l’occupazione “sarebbe per noi un non lieve sacrificio, ma date le attuali circostanze non si potrebbe rifiutarsi”. In data 7 agosto 1916 annotiamo: “Oggi entrano nel nostro Educandato, ridotto in Ospitale, i soldati feriti, e tre delle nostre suore (Suor Filomena, Suor Michelina e Suor Gioacchina) trasformate in infermiere, cominciano il loro servizio a quei poveri disgraziati”. Si discusse anche dell’affitto e "l'Amministrazione Militare decise di dare all'Istituto L. 2000 al mese durante il tempo che il locale sarà occupato dai soldati." Le educande novizie vennero trasferite a Teolo dove l'Istituto aveva acquistato dal conte Morosini di Venezia una grande villa per le suore inferme e convalescenti.

Nel Reparto, che rimarrà aperto fino al febbraio 1918, vi lavora inizialmente il tenente medico Cosimo Traversa con assistenti Zanini e Ruatta, medici in città. Il 15 maggio 1917 la direzione viene assunta dal capitano medico prof. Federico Grignolo. L'altra presenza è legata all' Orfanotrofio maschile che si trovava al civico 34 (oggi 70) e accoglieva orfani poveri tra i 6 e gli 11 anni. Sempre secondo la descrizione di Sabbatani (giugno 1916), era formato da più costruzioni, in parte comunicanti e che racchiudevano un cortile; il fabbricato sul lato est si affacciava sul Corso. All'epoca l'Orfanotrofio ospitava 63 orfani e, in due aule a pianterreno, 130 alunni delle scuole elementari maschili. 

Sabbatani apprezza le aule scolastiche, il refettorio e il dormitorio: ambienti facilmente adattabili a sale per un ospedale con 260 letti, la cui direzione è affidata al prof. Nicola Pende.

L'edificio inoltre, venne utilizzato anche come una delle due sedi della Clinica Medica della cosiddetta Università castrense (dedicata ai corsi accelerati per formare medici), quella diretta dal prof. Edoardo Maragliano proveniente da Genova.

Roberto Bettella

2 Il cortile della nostra scuola

Alcuni pensieri

San Francesco di Sales

Continuiamo solo a lavorare bene, sapendo che non c’è terreno tanto ingrato che l’amore del coltivatore non possa rendere fecondo.

Papa Francesco

Portiamo nel cuore il sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino.

Santa Giovanna di Chantal

Dio sia la vostra forza, la vostra pace e la vostra consolazione.