Casa Sacro Cuore, 22 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

siamo giunte ormai quasi al termine del nostro percorso caratterizzato da studio, impegno, riflessione, ma soprattutto da uno stile di lavoro salesio fondato sulla fraterna carità, e non senza una pennellata di dolcezza, sotto lo sguardo compiacente della Trinità che abbiamo tanto invocato.

Oggi abbiamo lavorato intensamente senza molti spazi liberi: abbiamo preso in considerazione il Direttorio che in questi sei anni era stato consegnato ad esperimentum e dovevamo approvarlo.

Abbiamo esaminato e rivisto ogni suo articolo sul quale avevamo già riflettuto e fatto le opportune correzioni o integrazioni. Alcuni articoli sono stati eliminati e sostituiti, altri aggiunti.

L’aggiornamento è stato necessario per la velocità dei cambiamenti dovuti ai tempi e alla società di oggi, ma anche per le esigenze della Chiesa stessa. Gli articoli sono stati approvati uno per uno, a scrutinio segreto, come esige il Canone di Diritto Canonico.

Alla fine, il Direttorio è stato approvato ad unanimità, con un grande applauso. Il testo è ora definitivo. Penserà la nuova Direzione Generale a farlo giungere alle Comunità lasciando loro il tempo necessario per redigerlo e farlo stampare. Alle ore 18.30, abbiamo avuto la gioia di avere tra noi il Vescovo emerito di Padova, mons. Antonio Mattiazzo che ha accettato, felice, l’invito di celebrare l’ Eucaristia a fine Capitolo delle Salesie.

La sua presenza di missionario, di ritorno dall’Etiopia, pieno di ardore giovanile nonostante l’età, ha rinvigorito i nostri animi specialmente quelli delle più giovani nelle quali è sbocciato subito il desiderio dell’Etiopia dove ha operato la nostra cara Beata Liduina. Durante l’omelia, il Vescovo Antonio ha sottolineato come il Capitolo sia sempre un avvenimento importante per attingere luce ed energia per la Missione, coraggio per nuove frontiere.

Ha voluto farci conoscere come abbia preso la decisione, alla fine del suo mandato, di partire missionario e di donare il resto della sua vita ai più poveri in una prima evangelizzazione. “Mia mamma mi aveva consacrato al Signore fin dalla nascita! Ho seguito questa mia vocazione missionaria spinto da una fiamma che non si è mai spenta in me, durante tutti questi anni, un istinto interiore, una grazia. Sono stato mandato da Gesù!” Un viso splendente quello di Mons. Mattiazzo, nel descrivere la nazione scelta dopo tante ricerche, l’Etiopia, un territorio vastissimo, quattro volte l’Italia, con 100 milioni di abitanti.

Lui si trova in una zona estesa come l’Italia del nord: tre preti, 1000 cristiani, il resto tutti protestanti e mussulmani. Una incredibile povertà, impossibile capirla se non si vede e non si esperimenta: capanne, tende, compresa quella dove si celebra, si battezza. Distanze di tre ore di cammino con strade fangose quando piove e l’unico mezzo per muoversi è forse il carretto tirato da un asino. Ci si adatta ai cibi, alla scarsa igiene, all’acqua per mesi non potabile.

Si vedono solo poveri, malati, storpi, come nel Vangelo. Non si è missionari per cercare vocazioni. La Missione avanza con la croce senza scoraggiarsi. I giovani sono moltissimi. Sono bravi, intelligenti, ma il più sono analfabeti. Vive assieme ad un fratello cappuccino, fa catechismo ai giovani e adulti e prepara così dei catechisti che spontaneamente collaborano, si contagiano tra loro ed evangelizzano.

Monsignore insegna la condivisione delle poche cose e in loro nasce la speranza. Si vede già un cammino. Sta nascendo una primissima Chiesa!

Ha acquistato tre pecore e due carretti con l’asino per dar la possibilità di iniziare un lavoro e dar vita a della povera gente attraverso un piccolo guadagno. E’ venuto in questo periodo in Italia per raccogliere delle offerte per quei poveri ai quali la Chiesa deve rivolgersi e non può non sapere che esistono. La sua ultima gioia, quella di essere riuscito ad organizzare un camposcuola senza esigenze, ma che ha reso felici 50 ragazzi che ormai si sono affezionati.

L’ultimo appello alle Salesie: E’ la terra dove ha operato suor Liduina! Vi aspetto, vi preparo una tenda e tanti giovani, tanto lavoro fra gente buona che accetta serenamente la propria condizione. Io, guardando a loro, mi confronto con la loro vita! Non si può rimanere indifferenti! Abbiamo veramente ringraziato il Vescovo Antonio per questa ventata di animazione missionaria! Uno slancio, una vitalità per il servizio alla Chiesa dei poveri!

La giornata non è finita con i saluti perché, alle ore 8.30, ci aspettava ancora l’ultimo breve, ma suggestivo incontro capitolare: la chiusura ufficiale del Capitolo e il saluto della Madre. Madre Paola, con parole incisive e suadenti, ha percorso brevemente tutto l’iter capitolare sottolineando il valore profondo del Capitolo, evento ecclesiale nel quale siamo state guidate dalla Trinità, dal Suo Amore, dalla Sua illuminazione. Ha definito il Capitolo anche un momento formativo nei suoi contenuti teologici, biblici, dogmatici, giuridici ed istituzionali: tutte ne usciamo più ricche. Ha voluto anche sottolineare il clima fraterno con cui tutto si è svolto, nella semplicità, nella comunione fra culture, nel dialogo schietto e costruttivo, nello scambio dei doni, della preghiera insieme, dei servizi e soprattutto nel momento culminante delle elezioni dove le salesie hanno veramente dimostrato di essere come il Fondatore vuole le sue “Figlie”: abbiano un “medesimo cuore e una medesima anima”.

La madre ha espresso il suo grazie affettuoso a tutte terminando con la lettura del n° 280 di Evangelii Gaudium: Per mantenere vivo l’ardore missionario occorre una decisa fiducia nello Spirito Santo, perché Egli “viene in aiuto alla nostra debolezza” (Rm 8,26) Ma tale fiducia generosa deve alimentarsi e perciò dobbiamo invocarlo costantemente.

Egli può guarirci da tutto ciò che ci debilita nell’impegno missionari.

E’ vero che questa fiducia nell’invisibile può procurarci una certa vertigine: è come immergersi in un mare dove non sappiamo cosa incontreremo. Io stesso l’ho sperimentato tante volte. Tuttavia non c’è maggior libertà che quella di lasciarsi portare dallo Spirito, rinunciando a calcolare e a controllare tutto e permettere che Egli ci illumini, ci guidi, ci orienti, ci spinga dove Lui desidera.

Egli sa bene ciò di cui c’è bisogno in ogni epoca e in ogni momento. Questo si chiama essere misteriosamente fecondi! Oggi 22 luglio, le Capitolari accompagnate da Don Alberto Albertin, Delegato diocesano per la VR, saranno ai piedi della Madonna, al Santuario del Nevegal, diocesi di Belluno, per ringraziarla della sua protezione: “Lei, stella della nuova evangelizzazione, ci aiuti a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa e dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce”. (cfr 287 EG) Nel pomeriggio le sorelle capitolari si recheranno a venerare il cuore di San Francesco di Sales a Treviso per ricevere la benedizione del nostro Santo Patrono nel 450° anniversario della sua nascita.

Carissime, vogliamo rivolgervi il nostro cordiale saluto e fraterno abbraccio.

Speriamo di aver assolto il nostro compito adeguatamente e di avervi aggiornate sufficientemente, lo abbiamo fatto di gran cuore. Le sorelle capitolari condivideranno ora la loro esperienza con la comunità e le altre sorelle che incontreranno. Un fraterno abbraccio.

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

Casa Sacro Cuore, 20 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

la S. Messa di questa mattina è stata celebrata da mons. Giuseppe Padovan, ex delegato per la Vita Consacrata della Diocesi di Padova.

Con la sua preparazione teologica e l’esperienza vissuta tra le suore, in particolare tra le salesie fin da giovane sacerdote, ci ha illuminato sulla contemplazione di Gesù mite e umile di cuore e sul suo amore di Figlio verso il Padre.

Ci ha invitato alla comunione nelle differenze e ci ha augurato di proseguire serenamente il nostro cammino anche se le strade, pur ricche di gioia, a volte sono piene di fatiche e di delusioni.

Sappiamo però che Gesù non ci abbandona mai. In aula capitolare abbiamo iniziato il lavoro con una introduzione animata dalla Madre che ci ha offerto la lettura del n° 11 di “Scrutate”.

Ora la proponiamo anche a voi. “La vita consacrata, alimentata alla speranza della promessa, è chiamata a proseguire il cammino senza lasciarsi condizionare da ciò che si lascia alle spalle: Io non ritengo ancora di aver conquistato la meta, ma, dimenticando ciò che mi sta alle spalle, mi protendo verso ciò che mi sta di fronte (Fil 3,13-14). La speranza non è edificata sulle nostre forze e sui nostri numeri, ma sui doni dello Spirito: la fede, la comunione, la missione”.

A seguito è stata fatta la lettura dei verbali con le opportune correzioni e integrazioni. Abbiamo proseguito con il dibattito sulla sintesi unitaria dei lavori di gruppo del 19/07

RAPPORTO CON LA FAMIGLIA DI ORIGINE – ABITO RELIGIOSO.

Il dibattito è stato complesso per la varietà delle culture e delle loro esigenze. Nel pomeriggio abbiamo rimandato i punti che avevano bisogno di riflessione per chiarirne i contenuti. Abbiamo più volte consultato gli articoli del Direttorio per qualche correzione. Il criterio che ci ha accompagnato durante tutto il dibattito è stato la condivisione - comunione tra noi.

La giornata è terminata con l’adorazione e la preghiera dei Vespri.

Vi abbiamo anche pensato tanto durante le riflessioni e le decisioni, cercando di interpretare il pensiero di tutte per il bene comune. Continuiamo a sentirci sostenute dalle vostre preghiere.

Saluti cari e cordiali da Madre Paola e dalle sorelle Capitolari.

Casa Sacro Cuore, 19 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

grazie per i moltissimi messaggi arrivati dall’Italia e da tutte le Delegazioni ricchi di sentimenti di riconoscenza alla SS. Trinità e di affetto per Madre Paola e le sorelle Consigliere.

Non sono mancati vivi ringraziamenti per il Consiglio generalizio che ha operato con tanta sollecitudine e generosità in queste sei anni.

La giornata di oggi, dopo tante emozioni, è trascorsa tranquillamente nei lavori assembleari, nella lettura e correzione dei verbali. Abbiamo esaminato alcune proposte dalle Delegazioni che dovranno ricevere in seguito eventuali decisioni e votazioni. Nel pomeriggio sono iniziati i lavori di gruppo nei luoghi indicati, sui seguenti punti dello strumento di lavoro:

RAPPORTO CON LA FAMIGLIA DI ORIGINE - ABITO RELIGIOSO.

Sono stati presi in considerazione i riferimenti al Direttorio dal numero 49, 85, 88 e 90. Come potete pensare, il dibattito nei gruppi è stato molto acceso. In questo periodo non vi abbiamo mai informato del lavoro prezioso svolto da Madre Oraziella Babolin: ha preso in considerazione il suggerimento di Padre Sandro Carotta che ci ha presentato un libro di meditazioni sull’Icona della Trinità di Rublëv, il “logo” del Capitolo.

Il libro è intitolato “L’abbraccio di fuoco” di Daniel Ange, ed. Ancora. Madre Oraziella ha illustrato l’Icona con riflessioni profonde di significati che ha espresso e proposto alla nostra meditazione giorno per giorno. Sono stati richiesti alla Madre i testi che ha utilizzato, per la stampa di un fascicolo che interessa ciascuna capitolare. Il fascicolo è già in lavoro.

La giornata è terminata con i Vespri e la lettura di molti messaggi.

Grazie. Saluti cari e cordiali da Madre Paola e dalle sorelle Capitolari. Un abbraccio.

Madre Paola

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

Casa Sacro Cuore, 18 luglio 2017 il nuovo Consiglio

banner capitolo2

nuovo consiglio

Casa Sacro Cuore, 17 luglio 2017

Schermata 2017 07 17 alle 18.10.45

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

Casa Sacro Cuore, 15 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

vi presentiamo il lavoro di oggi che è stato ugualmente intenso. Ha celebrato la S. Messa il padre cappuccino, P. Flaviano. Le letture lo hanno ispirato a dirci di saper cogliere nella nostra vita il filo rosso della misericordia di Dio nelle situazioni dure che accompagnano la vita e di fidarci del Maestro che sempre è accanto a noi. Egli ci assicura che sarà con noi sempre perciò non dobbiamo avere paura. Per grazia noi viviamo in comunità salesie come in un giardino della fraternità.

Dio ci ha scelto, amato e nessuno può toglierci la sua amicizia, nessuno ci può togliere la sua pace. Nell’ introduzione ai lavori la Madre ha ripreso a sottolineare il filo rosso che dobbiamo saper leggere sempre nella nostra vita, nella comunità, nella Congregazione. Dobbiamo sentirci sicure perchè il Maestro ci ripete sempre: “Non temete!” È stato letto il verbale ed è iniziato, in assemblea, il dibattito capitolare sulla sintesi unitaria dei gruppi di lavoro del 13 luglio Missioni-Laici, altre proposte dalle Delegazioni e quella del 14 luglio Senso di appartenenza, interculturalità e servizio dell’autorità. Il dibattito è stato serrato e costruttivo ed ha animato tutte. Nel pomeriggio abbiamo fatto visita alla comunità della casa di riposo di Thiene. Il tempo è stato breve, ma abbiamo potuto esprimere il nostro affetto fraterno a tutte le sorelle che ci attendevano nel parco, pronte a riceverci.

È stato un susseguirsi di esclamazioni, di abbracci, di parole gioiose… Abbiamo gustato con loro un buon gelato; peccato che improvvisamente ci abbia sorpreso la pioggia e abbiamo dovuto rientrare in fretta. Un grazie a tutte le sorelle espresso da ciascuna di noi con tutto il nostro cuore fraterno. Saluti cari e cordiali.

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

Casa Sacro Cuore, 14 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

a passi veloci percorriamo il cammino che ci porterà alle decisioni più importanti e quindi chiediamo preghiere sempre più intense allo Spirito perché ci guidi.

La S. Messa di questa mattina è stata celebrata da Don Leonardo Scandellari, che ha continuato a parlarci sul tema dalla comunione raccomandata da Gesù. Il Vangelo ha parole dure, permeate sempre di misericordia, rivolte ai suoi Apostoli.

Le parole di Gesù sono dure perché è dura la realtà: è contestato, tentato, cacciato fino al punto che i nemici lo manderanno alla morte.

La parola del Vangelo è liberazione ma questa richiede sforzo, distacco, può essere sgradita e gli apostoli sentiranno il morso della solitudine, separati anche da quelli della famiglia. Gesù insiste sul gruppo, li vede insieme ad affrontare con le forze di tutti le avversità. Necessita stretta fraternità tra i discepoli, l’impegno comune, la ricchezza dei doni di tutti. Nelle comunità troveranno separazioni e divisioni.

Comunità che faticano per mancanza di comunione, di piccoli gesti. Ci sono piccole attenzioni significative che riscaldano il cuore e sostengono, anche nelle nostre comunità.

Ci sono persone che si sostengono e danno testimonianza donata attraverso i voti: è il Vangelo vivente, senza parole. Nessuno deve essere trascurato e lasciato solo. Il Vangelo salva, ma possiamo sentirsi scomodati da esso. La mattinata è trascorsa come a solito con l’introduzione della Madre che si è soffermata sull’aspetto comunitario: ai discepoli Gesù prevede strade dure, ma nel cammino di evangelizzazione egli è sempre vicino e questo è di conforto. Tutti noi siamo chiamati a comunicare il Vangelo agli altri … (EG 121). Il verbale del giorno precedente è stato letto e approvato con le dovute integrazioni.

È seguita l’assemblea di dibattito capitolare sulla sintesi unitaria dei gruppi di lavoro del 12 luglio sulla comunione e amministrazione dei beni a altre proposte dalle delegazioni. Inoltre è stata letta la sintesi del 13 luglio sulle Missioni e sui Laici. Le capitolari si sono chiarite su diversi punti con un dibattito animato dallo Spirito. Nel pomeriggio abbiamo protratto i lavori di gruppo condividendo i seguenti punti dello strumento di lavoro: senso di appartenenza, interculturalità e servizio dell’autorità in riferimento alla relazione della Madre e al Direttorio dal numero 115-139. Il lavori sono terminati alle ore 17,30.

Dopo di ciò siamo partite per la visita alle sorelle della casa di riposo di Ponte di Brenta. Grande è stata la gioia al nostro arrivo, ci sono venute incontro e ci hanno abbracciato e baciato assicurandoci che pregano tanto. Commovente è stato l’incontro con le sorelle inferme abitualmente a letto bisognose di tante cure. Abbiamo parlato loro con gli occhi del cuore e loro ci hanno fato segni di comprendere la nostra presenza affettuosa e premurosa. Abbiamo ringraziato le sorelle che svolgono questo servizio di assistenza con tanto amore e tanto sacrificio. L’accoglienza è stata una sorpresa per tutte.

Avevano preparato una lunga tavola per le 37 capitolari.

Abbiamo festeggiato insieme con cibi deliziosi, preparati con gusto.

La giornata è trascorsa con momenti di particolare fraternità. Vi salutiamo di cuore

Immagine1

Casa Sacro Cuore, 13 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

vi giunga il nostro affettuoso saluto con l’undicesima informazione sui lavori capitolari e vi ringraziamo subito delle belle espressioni che ci arrivano attraverso i messaggi che promettono preghiere.

La S. Messa di oggi è stata celebrata da don Alberto Albertin, Vicario Episcopale per la Vita Religiosa in Padova.

Il messaggio principale del Vangelo è importantissimo per la nostra missione: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

È Gesù che ci mette davanti queste parole e ci invita a fidarci della Provvidenza. Fidarsi della Provvidenza è fidarsi del Signore. “Quello che dipende da te, fallo, poi affidati al Signore”.

Deve starci a cuore la pace interiore che troviamo stando con Gesù. Solo se abbiamo la pace in noi, la possiamo portare agli altri.

PACE: insieme di tutti i beni messianici, generosità, gratuità, accoglienza… Sono parole vere che oggi arrivano a ciascuna di noi.

Con questi sentimenti di pace abbiamo iniziato il lavoro capitolare per il Regno di Dio affidandoci alla Provvidenza, grate per aver incontrato Gesù e desiderose di portarlo a quanti possiamo.

Dopo la lettura del verbale che è stato approvato e il saluto della Madre, è iniziato il dibattito assembleare sulla sintesi unitaria dei gruppi di lavoro del 10 luglio sulla Formazione iniziale e permanente e del 12 luglio Comunione e amministrazione dei beni.

Nel pomeriggio abbiamo ripreso i lavori di gruppo condividendo la riflessione sui punti dello strumento di lavoro riguardanti la missione e la collaborazione con i laici.

Abbiamo fatto riferimento alla relazione della Madre e sul Direttorio dal numero 165-176.

Ci sentiamo in comunione con tutte voi e avvertiamo con gratitudine la vostra presenza.

Casa Sacro Cuore, 12 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

sono già passati dieci intensi giorni di lavoro e sentiamo l’azione dello Spirito che ha agito mosso anche dalle vostre preghiere.
Abbiamo avuto come celebrante per la S. Messa ancora una volta Don Leonardo Scandellari che ha sottolineato, nel Vangelo, che Gesù invita i suoi a guardare avanti, ma anche indietro, a chi cammina con difficoltà e dei quali gli altri non se ne accorgono, specialmente a coloro che sono rimasti in fondo alla strada, a chi è troppo convinto di essere a posto, a chi è peccatore.

Nel nostro cammino la relazione è sempre necessaria. A volte c’è chi sta male, o è rimasto indietro anche in comunità.

Dobbiamo prenderci cura del prossimo!   
In sala assembleare abbiamo subito dato spazio alla lettura del verbale che è stato approvato dopo le apposite correzioni.
È seguita la relazione del Dott. Luca Moscatelli, Teologo Biblista, in servizio nella Curia di Milano per l’ambito catechistico. Era accompagnato da Antonella Marinoni del PIME. Ha parlato sul tema:

“LA MISSIONE NELLA CHIESA OGGI COME CONSACRATI SECONDO LE LINEE DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA EVANGELII GAUDIUM”

Ha presentato una panoramica storico-filosofico-scientifica fin dall‘inizio del cammino della Chiesa per passare poi alla realtà sociale di oggi e al modo nuovo di evangelizzare. Ha sottolineato che è importante agire con responsabilità e imparare a essere umili, piccoli, perché non siamo giganti. Ha poi soggiunto che il cristiano è sempre inquieto e sollecitato dal rapporto con le persone.

In Evangelii Gaudium, al capitolo 4, sono elencati i criteri che la Chiesa deve tener presente:

la Chiesa è dentro il mondo, è a servizio e non deve dimenticare l’inclusione dei poveri, il bene comune, la pace sociale e la fraternità.

Moscatelli ha presentato e commentato, confrontandole anche con i nostri giorni, tre icone bibliche tratte dagli Atti degli apostoli.Ci ha lasciato un augurio: voi siete Suore Salesie che date il vostro contributo e mantenete quel di più rispetto agli altri. Voi siete un luogo unico che solo voi potete essere e fare.

È il tempo della semina, altri vedranno i frutti.
Questi sono solo alcuni spunti della relazione e ci dispiace togliere tanta altra ricchezza  dei contenuti che sono stati esposti e che non possiamo esprimere completamente in questa informazione.  
Il dibattito è stato interessante; il dott. Moscatelli ha risposto ampiamente ad alcune domande rivolte dalle capitolari.

Abbiamo applaudito vivacemente ringraziando di cuore.

Nel pomeriggio abbiamo ripreso il lavori di gruppo con la condivisione sui seguenti punti dello Strumento di lavoro:
−    n° 7, 7.1 e 7.2 Comunione e amministrazione dei beni, 2.1 progetto d’istituto e uso dei beni
−    riferimento alla Relazione della Madre sugli stessi temi: 3.2 e 3.2.1
−    riferimenti al Direttorio dal numero 144-158.
Sono sempre momenti importanti di dialogo, di condivisione in una atmosfera serena e costruttiva.
Vi salutiamo di cuore fraternamente, ringraziandovi anche dei messaggi che arrivano sempre numerosi e gradevoli.

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

  • slide

Casa Sacro Cuore, 11 luglio 2017

banner capitolo2

Carissime Sorelle,

oggi è la festa di S. Benedetto, patrono d’Europa; lo invochiamo perchè ci illumini durante il capitolo, egli che è stato il maestro della contemplazione. Anche per chi è nell’apostolato è importante questa dimensione. Il celebrante Don Leonardo Scandellari, parroco di S. Prosdocimo in Padova, membro della Commissione Leonati, ha messo in rilievo che essa è qualcosa di più profondo che spinge a donare la propria vita.

C’è un seme di contemplazione nelle opere che i santi hanno saputo realizzare. C’è un seme di contemplazione in Gesù che vede le folle e si commuove e chiede di pregare il Padre e perdona, guarisce e insegna ai suoi discepoli ad avere questo sguardo. All’inizio dell’apostolato c’è questo sguardo che parte dal cuore. Dio contempla noi, non ci osserva, non ci giudica, prima di tutto vede nei suoi figli un valore che non può essere cancellato da nessun peccato.

Abbiamo bisogno oggi di recuperare uno sguardo contemplativo sui fratelli. Benedetto ci doni questo sguardo che è lo stesso con cui Dio ci guarda. Attraverso questo sguardo possiamo dare fiducia ai nostri fratelli e a questo mondo inquieto.

La mattinata di lavoro è iniziata con il saluto della Madre che ha ripreso il pensiero del celebrante e facendo riferimento a “Scrutate” ci ha invitato ad essere lievito buono per un pane di cui il mondo ha bisogno.

Abbiamo preso in considerazione il verbale e dopo qualche correzione simultanea, è stato approvato. In seguito abbiamo continuato con l’assemblea di dibattito capitolare sulla sintesi unitaria dei gruppi di lavoro, sul tema della Vita Fraterna, tema molto impegnativo. Nel pomeriggio, siamo passate all’ascolto della relazione tenuta da Suor Alessandra Smerilli FMA, docente all’Università Pontificia Salesiana dal tema:

“ECONOMIA DI COMUNIONE NEGLI ISTITUTI DI VITA RELIGIOSA-ASPETTI DI CORRESPONSABILITA”.

Ci ha presentato il nostro essere nella Chiesa anche sotto l’aspetto della condivisione e della comunione dei beni, facendo riferimento alle parole di Papa Francesco: “il denaro deve servire e non comandare”, “È solo attraverso un buon governo del denaro che lo rendiamo uno strumento a servizio della vita e della missione”.

Attraverso le scelte economiche passa una testimonianza fondamentale della nostra vita religiosa. Altri sono stati i punti trattati come quello del dono e della gratuità. È importante formare anche le giovani alla cultura della comunione dei beni, animata dalla superiora, dall’economa, con il coraggio di poter dire: “Questo per noi è superfluo...”.

La giornata si è conclusa alle ore 18.20.

Ci siamo soffermate a ringraziare calorosamente Suor Alessandra che veramente ci ha fatto dono della sua esperienza e del suo studio approfondito. Ringraziamo moltissimo e con noi la Madre e le sorelle capitolari, dei messaggi che arrivano quotidianamente e delle preghiere.

  • slide

  • slide

  • slide

  • 1
  • 2

banner SFDS