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Pasqua 2018
Domenica, 01 Aprile 2018
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Pasqua: passaggio dal buio alla luce nell’albeggiare del primo giorno della settimana, vittoria dell’Amore sulla morte. Pietro e il discepolo amato, spinti dalle parole di Maria, corrono al sepolcro. La tomba è vuota! I due fanno l’esperienza di un’ assenza che conduce a vedere, a comprendere il senso di ciò che è accaduto. Giovanni, il discepolo senza nome, quel discepolo che Gesù amava si china e vede. Quel chinarsi, quel guardare in profondità aiuta a cogliere il significato profondo che è al di là di ciò che materialmente appare. L’assenza stessa, riempita dall’amore, diventa evocatrice di una presenza e permette di vedere la vita anche in un luogo di morte. È il cammino di fede che i discepoli di ogni tempo devono compiere. S. Paolo scrive: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra». Le «cose di lassù», che il cristiano deve cercare e gustare, appartengono all’«uomo nuovo» che, rivestito di Cristo, si lascia condurre da «…sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, …di carità» (cf. Col 3,12-17; Regole Leonati pag.49). Il sepolcro vuoto, i segni di una assenza non bastano per vedere il Risorto, servono gli occhi dell’amato, di colui che si china, che guarda al di là della pietra ribaltata, al di là delle bende. Siamo tutti invitati a compiere l’itinerario del discepolo amato, per giungere ad uno sguardo di fede e vivere da risorti con il Risorto.