07 Ott Ottobre missionario 2024
Apriamo il mese missionario riflettendo sul messaggio di Papa Francesco che ci invita ad approfondire l’espressione evangelica: «Andate e invitate tutti al banchetto» (cf Mt 22,9).
Ci soffermiamo su tre parole:
1. Andate. L’andare comporta un movimento, un esodo fuori da se stessi per raggiungere coloro che attendono la Buona Notizia del Regno di Dio. Uscire da sé per annunciare la sua Parola con zelo.
Il nostro Fondatore don Domenico Leonati, attingeva il fervore missionario dall’Eucaristia, poi annunciava con zelo, senza risparmiarsi, perché, diceva, «il popolo è senza pascolo della Parola di Dio, con le funeste conseguenze che ne derivano».
2. Invitate. Invitare contagiando con l’entusiasmo e con la serena testimonianza di chi ha incontrato il Signore. Papa Francesco fa notare che l’invito va fatto senza forzature, con grande rispetto e gentilezza, imitando lo stile di Gesù.
L’esempio del Servo di Dio don Domenico Leonati ci serva da modello. Ha ricostruito la comunità parrocchiale offrendo possibilità, suscitando curiosità e interesse, risvegliando la ′fame di Dio′ con la carità e la dolcezza di San Francesco di Sales che aveva fatto propria e conducendo a Gesù, «mite e umile di cuore».
3. Tutti. Al banchetto, alla festa, dell’incontro con Dio, nessuno sia escluso. Siamo chiamati a condividere con tutti i doni che riceviamo da Dio. La solidarietà, sottolinea Papa Francesco, è principio per promuovere il bene di tutti, specialmente dei poveri. Oggi la parola povertà sembra cedere il posto alla parola esclusione. Non comprende più solo la dimensione economica, ma include la povertà nelle relazioni, l’emarginazione, la solitudine ecc. In un tempo in cui prevale la dimensione dell’io sul noi, dell’′usa e getta′, della soddisfazione dei bisogni personali che intacca anche i beni spirituali ci spinge a porre attenzione a chi è fuori, ai margini, nella periferia dell’umano.
Il nostro Fondatore, che ha iniziato la sua missione sacerdotale dagli ultimi, ci ricorda che Cristo ha assunto la carne di un povero, di un bambino, ed è nato in una situazione molto precaria e umile (cf Lc 2,7).
Nel mese missionario, il suo esempio e l’intercessione di Maria invocata ogni giorno con la recita comunitaria del Santo Rosario, ci siano di sprone nel sostituire l’io con il noi e il mio con il nostro per ricucire ovunque fraternità con lo stile salesio, fatto di vicinanza, compassione e tenerezza.