Sr Armida Tramonte

“Solo in Dio riposa l’anima mia
da Lui la mia salvezza”. (Sl 86)

Il Signore Gesù ha chiamato a sé, nella sua bontà, suor Armida Tramonte il 27 febbraio 2024. Ne abbiamo appresa la notizia con molto dispiacere ma, nello stesso tempo, con la consolazione di sapere che la cara sorella è già nella Casa del Padre, a ricevere il premio di una lunga vita generosamente offerta a Dio e ai fratelli. Da cinque anni si trovava nella Casa di riposo “Don Domenico Leonati” di Ponte di Brenta, circondata da tante attenzioni e cure.
Era nata a Campagnalupia (VE), il 05 giugno 1928 da genitori onesti, che avevano trasmesso ai sei figli profondi valori umani e cristiani, faticando nel lavoro, in periodi di grande difficoltà e povertà. Suor Armida era terza dei fratelli ed era molto ricordata per la grande tenerezza con la quale si dedicava loro da piccoli, sollevando la mamma nelle necessità. Buona, affettuosa e molto generosa, continuerà ad esserlo anche nelle comunità, sia con le consorelle sia con le persone che la frequentavano. Era entrata in Istituto delle Suore di San Francesco di Sales in Padova a 19 anni, con il forte desiderio di vivere la Vita Religiosa e donarsi al servizio del Signore e del prossimo, secondo il Carisma salesio. La seguirà, qualche anno più tardi, la sorella suor Aldina. Dopo una seria formazione umana e spirituale in Noviziato, suor Armida aveva emesso la Professione nel 1950 e, date le sue attitudini, i Superiori la destineranno nelle piccole comunità del Veneto dove, subito dopo la guerra, si cercherà di aiutare le ragazze nei laboratori parrocchiali per imparare un mestiere e per qualche piccolo guadagno. A suor Armida piaceva vivere accanto alle giovani, aiutarle nella formazione cristiana e nel lavoro. Nello stesso tempo accumulerà esperienza e diventerà, in poco tempo, responsabile di laboratorio. Le ragazze apprezzavano la sua presenza attenta ed affettuosa, la stimavano per la sua generosità, seguivano i suoi consigli e così apprendevano non solo il lavoro, ma ricevevano pure una formazione cristiana che sarebbe loro servita nella vita. Curava pure, con la preghiera, la vocazione alla Vita Religiosa di qualcuna.
Abituata fin da giovane alla povertà, al sacrificio, alla sofferenza, suor Armida non si risparmia ed è un dono anche in comunità per le Responsabili e per le consorelle. È sollecita ai suoi doveri di religiosa, ama la preghiera, si dedica con amore alla casa, si accorge delle necessità anche della parrocchia e, dove può, interviene offrendo la sua collaborazione.
La necessità dell’Istituto richiede che prenda anche il diploma all’Insegnamento di Scuola Materna e suor Armida, con tanto sacrificio, si dedica allo studio oltre che al lavoro. Passerà quindi tra i bambini e sarà amata e stimata anche dai genitori.
Negli ultimi anni di attività sarà inviata nel pensionato universitario di Venezia e lavorerà soprattutto in guardaroba, per la sua abilità nel cucito e nello stiro. La sua presenza è di aiuto anche in tante piccole, ma importanti mansioni. Contribuisce alla vita comunitaria con vivacità e partecipa entusiasta alle varie iniziative nella preghiera e nella vita quotidiana.
Nel 2015 passa nella Casa di riposo di Thiene perché ormai dà segni di stanchezza, ha bisogno di riposo e di aiuto. Trascorre il tempo nella preghiera e nell’adorazione per tutte le necessità che vengono suggerite nella Chiesa e nel mondo. Ammalata, viene trasferita nella Casa di riposo “Don Domenico Leonati”, dove riceve una più appropriata assistenza. Nel silenzio e nell’immobilità non manca di offrire gesti di riconoscenza verso le sorelle infermiere e il personale, che la curano con delicatezza e carità.
Ora la pensiamo in cielo, accanto a tante sorelle Salesie, sollevata dalle preoccupazioni terrene, nella luce radiosa di un tempo senza fine da dove, accanto alla Vergine Maria che tanto amava, benedice la Famiglia Salesia, prega per le vocazioni e per i bisogni dei suoi familiari, in particolare per la sorella suor Aldina.

I funerali si sono svolti nella chiesa di Ponte di Brenta (PD) e riposa nel cimitero di Padova.