Sr Felicetta Cecchetto

“Una cosa ho chiesto al Signore:
abitare nella sua Casa, tutti i giorni della mia vita”. (Sl 27,4)

“Il cielo si è vestito di gioia”, all’arrivo di suor Felicetta Cecchetto, che il 3 marzo 2024 ci ha lasciato per entrare nella radiosa luce della Casa del Padre. Piangiamo la Salesia umile, amabile e gioiosa, la missionaria generosa, zelante e coraggiosa, ma soprattutto la consorella dal cuore ricco di carità fraterna. Si trovava all’ospedale Santorso di Vicenza, ma già da quasi cinque anni era nella Casa di riposo “S. Margherita M. Alacoque” di Thiene (VI). Una mente fervida, ma un fisico molto provato.
Era nata a Resana (TV) il 24 aprile 1943, in una famiglia cristiana ed osservante, dalla quale aveva appreso tanti valori umani e religiosi che saprà custodire nella vita, conservando per i genitori e i fratelli un grande, riconoscente affetto.
Giovanissima, coltiva in cuore il desiderio di scegliere la Vita Consacrata che testimoniano le Suore Salesie, che ben conosce. Entra nell’Istituto delle “Suore di S. Francesco di Sales” di Padova e ha solo 17 anni. È piena di entusiasmo, di buona volontà, di impegno nel crescere nella conoscenza di Gesù, il suo Sposo Celeste, dal quale trae la gioia del dono totale. Suor Felicetta emette la sua Professione Religiosa nel 1963, disponibile agli incarichi dei Superiori sentendosi capace già, nella sua generosità, di affrontare il nuovo cammino di attività apostolica. I primi anni di vita religiosa sono una preparazione a quello che sarà il raggiungimento del suo ideale: la Missione! Viene inviata nei pensionati universitari di Venezia, Roma e nell’Opera don Gnocchi di Milano e Roma, come aiuto in cucina, quindi nella piccola comunità di Salboro, da dove affronterà lo studio per un diploma. È un’attesa operosa e serena fino alla decisione dei Superiori di accettare la sua domanda per la Missione. Suor Felicetta ha una gioia incontenibile e parte per l’Ecuador nel 1982. Non la spaventa la nuova cultura, una lingua sconosciuta, è sostenuta dallo spirito di sacrificio e dalla preghiera. La sua accoglienza è spontanea, cordiale, è tale da far superare le diversità e aiutare nelle grandi difficoltà e problemi quanti sono nel bisogno. L’anno dopo, 1983, è indicata come maestra delle Aspiranti. Sarà apprezzata nella sua opera di educazione e formazione alla Vita Religiosa e sarà amata dalle giovani che guardano al suo esempio di religiosa retta, animata da entusiasmo apostolico, che la rende instancabile, in comunità, nella parrocchia e nelle “missioni al campo”, dove loro la seguono e imparano. Dieci anni di amore all’Ecuador e nel 1993 viene trasferita in Argentina, dove avrà incarichi anche di Responsabile di comunità e contribuirà a creare con la preghiera, l’adorazione, la collaborazione e il rispetto, delle fraternità ricche di misericordia. Scrivono le sorelle argentine alla sua morte: “La ricorderemo sempre per il suo amore verso Gesù Crocifisso, per la gioia di vivere e contagiare il Vangelo anche in mezzo alle avversità, per la generosità verso tutti, specialmente i poveri, e per l’attenzione alle vocazioni. Tutti noi, sacerdoti, religiose e laici abbiamo trovato un posto nel suo cuore e la ringraziamo per averci mostrato la “felicità” di chi cerca continuamente il Signore e sa di essere sostenuto da Lui. Per le Salesie argentine, certe di essere state da lei tanto amate, suor Felicetta è una testimonianza che Dio ama ciascuno di noi”. Dopo il rientro in Italia, la cara sorella ha sofferto molto fisicamente e ha trovato sollievo nell’assistenza affettuosa delle sorelle della Casa di riposo di Thiene, mantenendo i ricordi più belli di una vita carica di un amore che supera ogni confine. Dal cielo ci conforta, è vicina alle Salesie, ai suoi cari familiari e intercede per tutti coloro che dal Signore e dalla Vergine Maria hanno bisogno di aiuto.

I funerali sono stati celebrati in Casa Madre e riposa nel cimitero di Campodarsego (PD).